Salone Internazionale del Libro 2017: il tè, questo sconosciuto…

Vorrei dedicare questo articolo a tutta una serie di riflessioni personali che ho fatto dopo aver visitato il Salone Internazionale del Libro di quest’anno, tenutosi a Torino dal 18 al 22 maggio e mi piacerebbe, che anche voi tea lovers, a fine articolo condivideste i vostri pensieri a riguardo.

Dopo le numerose polemiche nate per lo sdoppiamento dell’evento tra la capitale sabauda e Milano, senza dubbio, l’edizione di quest’anno ha battuto a singolar tenzone la copia milanese (con grande gioia dei torinesi), decisamente stracciandola per affluenza, entusiasmo degli avventori e qualità degli eventi. Tutto bellissimo, magnifico, mirabolante…. ma… come l’edizione di tre anni fa a cui avevo partecipato (qui l’articolo), rare, rarissime tracce di tè, sia negli incontri – eccezion fatta per l’incontro “Narraté, la lettura ha scoperto l’acqua calda – tenutosi il 20 maggio,  (progetto, di cui già pioneristicamente avevo parlato nel 2015 – anno in cui era nato in occasione dell’Expo di Milano – se non ricordate di cosa si tratti rinfrescatevi le idee cliccando qui) – che nei libri dedicati a questa bevanda.

È stato tutto bellissimo! Grazie Torino e grazie a #salto30

Adriano Giannini Founder di Narratè allo stand del Salone del Libro di Torino.                     Credits: @narrateworld – Instagram

Per il resto, dopo giri interminabili agli stand dall’area gastronomica, dove ci sono libri dedicati a ogni qualsivoglia cibaria… la sola cosa che riesco a trovare sono dei volumi dedicati alle torte con delle foto molto belle in cui compaiono teiere e tazzine e il ricettario (tra l’altro non così recente) di Csaba dalla Zorza “Tea Time” di cui vi avevo raccontato la presentazione (che trovate qui) – e che tuttavia non si focalizza a pieno sul tè, ma su ricette di dolci per accompagnarlo.

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Ma se pensate che il Salone del Libro (o #salto), sia il #mainagioia del tealover, non scoraggiatevi, dopo tanto vagare, la vostra perseveranza sarà ricompensata… Allo stand delle Edizioni del Baldo – che personalmente adoro per la finezza delle illustrazioni ad acquerello e l’assortimento di agendine, calendari, ricettari, libriccini di massime, tutti elegantemente decorati con uno stile che riporta al fascino dei tempi passati. Ebbene, è proprio qui, che ho scovato questa piccola chicca: “The, infusi e coccole calde” (anche se devo essere precisa, in italiano si scrive TÈ e non THE! Al massimo si sarebbe potuto mettere l’accento sulla e, THÉ, così per lo meno era nominato alla francese )

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Un grazioso abbecedario del tè, correlato di tutta una serie di ricette per aromatizzare tè neri, verdi e bianchi e per creare infusi home made sia caldi che freddi.

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Infine, allo stand di Xenia edizioni – ecco una vecchia conoscenza: “Il tè – ricette, tradizioni e storia” di Margherita Sportelli, che avevo già recensito un bel po’ di tempo fa e che potete riscoprire cliccando qui.

Insomma, se non fatta eccezione per queste piccole novità, nulla di nuovo sul fronte occidentale (per rimanere in tema di citazioni letterarie). Per un salone il cui tema era “Oltre il confine“, mi chiedo mai non si sia osato di più, perché non si sia appunto oltrepassata quella barriera (culturale e tutta italiana), secondo cui il tè è qualcosa di nicchia, di secondario, di obsoleto.

Perché non organizzare dei tea time letterari? Perché non degli incontri per farne  scoprire la bellezza ed eleganza? Se non altro in onore dell’importanza storica di questa bevanda, che da sola è stata capace di causare conflitti (vedi il Boston Tea Party) e di essere il fil rouge dei racconti di famosi scrittori europei e non, e che quindi è riuscita essa stessa ad andare oltre i confini: geografici, letterari e culturali. Non c’è nulla che come il tè riesca a creare convivialità, che ci spinga ad abbattere le barriere del nostro io per aprirci all’altro e incontrarlo in maniera genuina, che ci costringa a sederci, a rallentare e a ritornare in contatto con la parte più profonda di noi stessi attraverso tutti i piaceri sensoriali che una semplice tazza di tè riesce a risvegliare.

Credits: www.askandyaboutclothes.com

Credits: londrespravoce.files.wordpress.com

Aspetto i vostri pensieri, riflessioni ed idee. In fondo noi tea lovers speriamo sempre che qualcosa possa cambiare!

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5 thoughts on “Salone Internazionale del Libro 2017: il tè, questo sconosciuto…

  1. Che dire? Forse nel settore cibi, bevande, cucina ecc è vero che non c’è molto di nuovo sul tè, perché sull’argomento c’era già molto, anche troppo. Forse perché il tema del tè va ben oltre la cucina. Soltanto una visita attenta allo stand Luni Editrice avrebbe rivelato non uno ma ben tre libri dedicati al tè, freschi freschi di stampa, che considerano il tè sotto il profilo storico-filosofico, culturale e letterario:
    – il tè: storia, popoli e culture, Collana Biblioteca ICOO (Istituto di Cultura per l ‘Oriente e l’Occidente), che si avvale tra gli altri del contributo di Marco Bertona presidente di ADeMaThè, un’autorità assoluta nel campo del tè.
    – il libro del tè di Kakuzo Okakura (collana Sol Levante)
    – Il culto del tè di Wenceslau De Moraes (Collana Sol Levante)
    L’Istituto ICOO ha in progetto anche altri libri sul tema.
    Spero di aver fornito indicazioni utili e confortanti per lo straordinario mondo dei cultori del tè

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  2. Interessante “l’esperimento” editoriale della Luni, citato qui anche da Isabella e che ho avuto modo di leggere ancora prima della sua presentazione al salone di Torino, dove ha messo insieme 8 autorevoli autori italiani, per raccontare la storia, i popoli e le culture del tè nel mondo. Illuminante, poi, l’ultimo capitolo, quello più “tecnico”, curato dal professor Bertona.
    Il Tè: storia, popoli e culture – Luni Editrici (credo meriti una recensione)

    Per quanto riguarda poi su come si scrive in italiano la parola che sta ad indicare la nostra tanto amata bevata, credo sia utile per tutti andare a leggere questi due articoli:
    http://www.infothe.it/the-the-o-te/
    http://www.infothe.it/facciamo-chiarezza-su-cosa-dice-laccademia-della-crusca-sulla-parola-te/

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    • Caro Marco,
      sono lieta di vedere come sia l’autrice del volume che ha citato, Isabella Doniselli, che lei (l’omonimia con il Bertona quasi mi suggerirebbe una sorta di autoreferenzialità…) abbiate ampiamente chiosato il post sul salone del libro per dare visibilità al vostro lavoro, non avendone trovato traccia nell’articolo. Personalmente credo che noi tutti amanti del tè dovremmo cooperare per far conoscere questa preziosa bevanda al grande pubblico e quindi fare rete tra di noi. Recensirei, quindi, personalmente il volume, qualora Lei o l’autrice stessa me ne faceste pervenire una copia. In fondo è sempre interessante venire coinvolti nei progetti di colleghi che operano e si prodigano per la cultura del tè, the o thè (con la benedizione dell’Accademia della Crusca) 🙂

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