Shopping&Tea? Why not!Quando una tazza di tè può fare la differenza durante gli acquisti

Sarà difficile da credere, ma spesso il classico giro di ricognizione per negozi, può rivelarsi, soprattutto per noi donne, un’esperienza piuttosto impegnativa. Taglie che mancano, piroette in camerino e spietate concorrenti (non parliamo di quello che accade durante i saldi, dove parte la caccia all’affare al grido di: “Al mio via, scatenate l’inferno!!)

Come dunque rendere una shopping session un momento di relax e non una lotta all’ultimo sangue?

Semplice, offrendo del tè!

How to revive a tired shopper, art by Norman Rockwell… detail from 1958 Red Rose tea ad.

Art by Norman Rockwell (Fonte:rogerwilkerson.tumblr.com)

Un’idea all’avanguardia? Macché! Lo facevano già nel XVIII secolo. Per la serie: il vintage non passa mai di moda, l’offrire una tazza di tè alle clienti abituali e non, era una collaudatissima prassi delle migliori boutique femminili della Londra di fine Settecento. Ed è così che tra una tazza e l’altra si passavano al vaglio cappellini, nastri, stoffe e si decideva pure che modello di vestito poteva starti meglio! In fondo mai sottovalutare il potere chiarificatore di un buon tè.

CHANEL.

                                               Fonte: etsy.com

E se invece, la cliente era blasonata, Sua Signoria mica scomodava i suoi nobili piedi per arrivare fino in bottega, ma era la bottega, o meglio la sarta, a venire da lei, e naturalmente, tra una misura e l’altra, non poteva mancare il tea time!

Insomma qualcosa di impensabile per noi, che concepiamo lo shopping, che pure dovrebbe essere un momento di relax, come qualcosa di frenetico (un po’ come tutta la nostra società) e mordi e fuggi (se si fugge con l’agognato bottino, ancora meglio!).

Offrire un tè vuol dire vuol dire invece focalizzarsi sul singolo cliente, non su una massa generica e indefinita, piuttosto che sul suo acquisto. O meglio predisporlo all’acquisto, coccolandolo, viziandolo e facendolo sentire come se fosse a casa. Chissà che tra una chiacchiera e l’altra non si riesca ad apprezzare meglio quella sfumatura di verde o come una sciarpa possa far risaltare l’incarnato… (perdonate l’implicita citazione di “I love Shopping” di Sophie Kinsella).

Insomma… Alla faccia di strategie e strategie di marketing, forse un po’ di semplice attenzione al singolo cliente, non guasterebbe… Chissà che qualche negoziante illuminato, sentendosi ispirato da questo articolo, non faccia un esperimento nella sua attività… Noi ce lo auguriamo!

                        Fonte: http://daisukeak.exblog.jp/

Voi che ne pensate?

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