Il tè… Ai tempi del contrabbando: storie, leggende e peripezie dalla piantagione alla tazza

A differenza di quanto facciamo adesso, una volta, non bastava andare dalla propria teieria di fiducia (o per i più pigri al supermercato) per rimediare un po’ di tè!

Il tè infatti era una bevanda pregiatissima (e dunque anche costosissima), pensate solamente a quanto tempo richiedesse per arrivare dalla Cina, Giappone e poi successivamente anche dall’India fino all’Europa. Non c’erano aerei, corrieri express, automobili… Nulla! Il tè in genere viaggiava su grandi navi mercantili, i Clipper, che impiegavano dai 12 ai 15 mesi per andare dalla Cina a Londra, senza tener conto degli eventuali imprevisti come tempeste, attacchi pirati, guasti all’imbarcazione. Addirittura queste navi, che partivano in blocchi dai porti cinesi, facevano letteralmente a gara per arrivare per prime a Londra, in quanto la più veloce avrebbe ottenuto il prezzo più alto per il  suo tè. Famoso è il caso del 1866 in cui gareggiarono tra loro ben 40 navi, e dopo 99 giorni di traversata approdarono insieme l’Ariel, il Tueping e il Serica.

The British Tea Clipper Taeping recalls a glorious era in British maritime history. Learn more about the famous world wide tea clipper races of the 1800s: http://joshuarigsby.com/2013/11/03/the-famous-tea-clipper-races/

In seguito i clipper furono soppiantati dalle navi a vapore, inoltre con l’apertura del canale di Suez nel 1869 si poterono risparmiare diverse settimane di viaggio.

Ma accanto al commercio legale del tè si era sviluppato il mercato del contrabbando. Le tasse elevate, infatti, non permettevano alla classe medio-bassa di acquistare questa bevanda, almeno per le vie lecite… I contrabbandieri non si fecero sfuggire questa occasione e aggiunsero anche il tè alla loro già nutrita lista di beni fatti arrivare illegalmente in territorio britannico come brandy, tabacco, profumi, merletto e seta. Molto spesso acquistare merci contrabbandate diventava un vanto tra i membri delle classi medio-basse, quasi a simbolo di come si fosse riusciti a “gabbare” il sistema, riuscendo a ottenere un prodotto considerato di lusso a prezzi stracciati.

Smuggling Scene. Picture by G Morland

                                                     Smuggling Scene. Picture by G Morland

Pensate che più della metà del tè presente in Inghilterra agli inizi del XIX° secolo, proveniva dal contrabbando. Dunque una domanda sorge spontanea:

Come mai, allora l’altra metà di tè veniva acquistata legalmente?

La risposta è semplicissima: per la sua qualità!

Infatti per riparare il tè dall’acqua di mare durante la traversata fino in Inghilterra, i contrabbandieri lo avvolgevano in una tela cerata. Come ben sappiamo le foglie di tè, tendono ad assorbire molto facilmente gli odori di prodotti o materiali con cui entrano in contatto. Quindi vi lascio solo immaginare il terribile sapore che potesse avere questo tipo di tè.

Ma non finisce qui!

Perché spesso e volentieri il viaggio del tè proseguiva via terra. In questo caso veniva messo all’interno di sacche che poi erano appese a dorso di cavallo per il restante tragitto. Quindi al già disgustoso sapore di tela cerata aggiungete il meraviglioso olezzo d’equino… E capirete perché molti, nonostante i prezzi continuassero a preferire il tè legale.

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                                                                 Fonte: blog.freepeople.com

Tuttavia, c’erano anche altre forme di contrabbando, che potremmo definire meno avventurose.

Sebbene nelle case benestanti il tè fosse conservato sotto chiave nei cosiddetti “Caddies“, veri e propri scrigni a volte anche di fattura molto pregiata, la cui chiave era affidata a una persona di fiducia della famiglia, per evitare furti da parte della servitù, il tè riusciva comunque a essere contrabbandato.

Come?

Spesso il personale di servizio prendeva il tè già messo in infusione dai padroni, lo faceva di nuovo asciugare e lo rivendeva a chi non poteva permettersi di comprarlo a prezzo pieno.

                                                                                                Tea caddy

Georgian painted tea caddy in the form of a country house

Georgian painted tea caddy in the form of a country house. Fonte: Trovato su 4.bp.blogspot.com

Ma, non contenti, esistevano anche altre forme di tè “taroccato” a cui alle foglie della pianta (nuove o già usate) venivano aggiunti rametti, altri tipi di foglie e addirittura residui raccolti dal pavimento! Insomma una cosa salutare da trangugiare!

Si dice addirittura che alcune varietà di questo tè “tarocco” contenessero dei componenti dannosi per l’uomo, come il vetriolo, e che spesso e volentieri ne abbiano causato la morte.

Sebbene successivamente il governo inglese abbassò le tasse sul tè, a cui seguì una notevole riduzione del contrabbando, la sua contraffazione continuò a essere effettuata, senza la possibilità di poter controllare questo fenomeno.

Spring Tea, Photography and Art Direction by Vanessa Rees, food styling by Lauren LaPenna, Prop styling by Kelly Shea.

Spring Tea, Photography and Art Direction by Vanessa Rees, food styling by Lauren LaPenna, Prop styling by Kelly Shea.

Per fortuna da quel giorno ne abbiamo fatta di strada…

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