Intervista a Mara Roberti, l’autrice de “Le regole del tè e degli amori imperfetti”.

Affascinata ed incuriosita dopo la la lettura del manuale del tè di “Le regole del tè e degli amori imperfetti“, di cui vi avevo parlato in un post precedente, ho deciso di fare qualche domanda all’autrice, Mara Roberti, per saperne di più su come era nata l’idea del libro e soprattutto quella di parlare di sentimenti usando la metafora delle regole del tè. L’autrice si è gentilmente prestata a rispondere, dunque condivido con voi  le sue spiegazioni.

Come è nato il libro, o meglio, come l’idea di associare l’amore al tè?

“L’idea è nata strada facendo. Tutto il libro ha preso vita in modo abbastanza indipendente dalla mia volontà, in un certo senso, perché la storia originaria era diversa, poi a poco a poco ho capito che quello che volevo raccontare davvero era altro. Così anche con il tè. All’inizio volevo che fosse un libro dedicato soprattutto alle tartine salate, ma ho iniziato a documentarmi sul tè e mi si è spalancato davanti un universo così ricco che non ne sono più uscita. Non avevo previsto, per esempio, che Elisa e sua madre associassero a ogni persona un tè e a ogni tè una personalità, ma raccontando la loro vita, mi sono immaginata tre donne sole, con il tè a riempire la loro vita, come unica presenza “maschile” in una casa tutta al femminile. Anche l’idea di associare l’amore al tè è arrivata in modo simile. Elisa, la protagonista, è una ragazza che crede di sapere quello che vuole, ma si sforza così tanto di fare la cosa giusta da perdersi strada facendo. 

Il suo rapporto con il tè è simile, si perde nelle regole, ma quello che vuole davvero è altro: il calore del tè, le emozioni, l’intensità del sapore, la possibilità di evadere. Così quando inizia a scrivere un libro (i cui capitoli sono riportati in “Le regole del tè e degli amori imperfetti”) comincia parlando delle regole per il tè ma finisce col parlare di quello che vuole e cerca davvero, ossia la felicità e l’amore.

Cozy

Fonte: flickr.com

Perché tra tutte le bevande hai scelto proprio il tè?

Nel romanzo il tè mi serve per dire che le regole non servono, non sempre, che a volte basta lasciarsi guidare da ciò che ci piace, da quello che ci fa sentire bene.

Qual è il tuo rapporto con il tè?

 “Adesso che mi sento esonerata dal bisogno di fare la cosa giusta, mi sento più libera di esplorare e provare tè sempre diversi, anche se non ho la tazza giusta e se sbaglio i tempi di infusione. I miei insomma sono tè terribilmente imperfetti, ma me li gusto come non mai!”

Fonte: paris. di mariell øyre su Flickr

Dal punto di vista della passione per il tè, quanto ti rispecchia il personaggio di Elisa?

“In Elisa e nel suo rapporto con il tè mi riconosco soprattutto per una cosa: del tè mi hanno sempre spaventato le “regole”, ho sempre avuto paura di fare la cosa sbagliata, di non rispettare i tempi e gli abbinamenti, di non essere “all’altezza del tè”, in un certo senso.”

Tea Time

Fonte: trendenser.se

Anche tu, come Elisa, hai avuto l’opportunità di conoscere l’affascinante mondo del tè fin da piccola?

Non ho avuto modo di conoscerlo fin da piccola, a casa mia lo si è sempre bevuto, ma apparteneva al mondo dei grandi, era una cosa “da signore”, da cui io ero esclusa. Quando ho scritto “Le regole degli amori imperfetti”, ho scelto di collocare il tè in un contesto diverso da quello in cui lo immaginiamo di solito, molto lontano dalle eleganti sale da tè che stuzzicano la nostra fantasia.”

Tea Party

Fonte: Etsy.com

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