Tea solves everything? Poco ma sicuro.

Sembrerà una delle solite frasi fatte, una di quelle citazioni che compaiono un po’ dappertutto, ma che in virtù della loro larga diffusione hanno perso di significato.

Sbagliato. Sbagliatissimo. Almeno in questo caso.

A parte il fatto che gli inglesi in materia di tè la sanno lunga, ma a oltre questo, è la mia  esperienza personale a parlare per me.

Come infatti accade a ogni creativo, blogger, scrittore, giornalista o ogni qualsivoglia categoria che ha la “vocazione” più che il compito, di creare nuovi contenuti, è arrivato anche per me il tanto temuto blocco creativo. L’ansia da prestazione di fronte alla pagina, o meglio, schermata con cursore insistentemente lampeggiante. Sarà forse l’aver letto troppi articoli su come ottimizzare visibilità e visite sui blog, su come trasformarsi in rampanti imprenditrici, che… Puff… sono caduta anche io nel vortice senza fine:

E ORA COSA SCRIVO?

Sono improvvisamente diventata creativamente incontentabile. Panico. Anzi, no, lo definirei più un sovraccarico di informazioni. Un’accozzaglia di idee di cui nessuna mi sembrava convincente.

Decido così di uscire dal tunnel. Spengo il PC, stacco la spina. Mi faccio una tazza di tè.

Un Assam aromatizzato al crème caramel, per essere precisi (nei momenti di down non c’è niente di meglio di una dose di dolcezza extra).

Ora, vuoi che sia stato il tè (prossimamente la recensione, magari potrà tornare utile anche a voi), vuoi che più ti scervelli per avere un’idea geniale e più diminuisce esponenzialmente la possibilità di trovarla…Be’ la terapia d’urto fai da te ha sortito il suo effetto. Ed è così che ho capito.

Ho capito, che non potevo scrivere spasmodicamente, giusto per pubblicare e far salire numeri di visitatori e visualizzazioni. NO. Sarei andata esattamente in controtendenza con quelle che sono le intenzioni del blog, ossia sedersi con un buon tè, osservare il mondo che si affanna e coglierne tutti quei bellissimi dettagli che spesso, presi dal tran tran quotidiano ci perdiamo.

Il tè non è per chi ha fretta. Il tè richiede tempo, cura e attenzione e così, mi sono detta, dovranno essere i miei articoli.

Quindi, al diavolo, tutte le teorie sul produrre, ottimizzare e condividere (non fanno per me!). Meglio proporre meno contenuti, ma di qualità, e soprattutto, che possano regalare un momento di serenità, riflessione e perché no, anche un sorriso a chi mi legge.

Come per magia, ecco arrivare una cascata di idee. Fresche, interessanti ed originali.

Dunque Does tea solve everything? Sì.

Quando ci sentiamo sopraffatti da un problema, una tazza di tè, ci aiuterà a staccare la spina, a smettere di concentrarci solo sul problema stesso, a fare un respiro profondo, facendoci uscire, almeno per un attimo, dalla spirale vorticosa di pensieri in cui siamo caduti. La sensazione di benessere e consolazione che una semplice tea cup ci può regalare, sarà il nostro nuovo punto di partenza, per rigenerarci, e magari trovare una soluzione al nostro cruccio.

Nel mio caso ha funzionato e nel vostro?

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4 thoughts on “Tea solves everything? Poco ma sicuro.

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