Assaggiatori di tè si nasce o si diventa?

Nel mio caso devo dire: si diventa. Ebbene sì, anche io tanto tempo fa, facevo parte di quella schiera di italiani medi che prendono il tè, solamente quando lo stomaco decide di non collaborare. Diciamocelo: qui, non c’è la cultura del tè. a parte durante la lezione di inglese, dove sto “tea” ce lo propinano in tutte le salse. E soprattutto non è così facile trovare qualcuno che riesca a trasmetterci questa passione e a parlarne in maniera interessate.

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Fonte: tinywhitedaisies.tumblr.com

L’illuminazione sulla via di Damasco (o meglio di Torino), avviene quando mi reco da una conoscente di famiglia che ha un negozio di tè e caffè e mi viene regalata una confezione di tè sfuso (questo sconosciuto). Alla vaniglia- perché a me piacciono le cose dolci.

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Fonte: halfbakedharvest.com

A sto punto, perché non provare… In fondo non costa nulla. Prima però meglio attrezzarsi. Quindi acquistata una boule (quella col gufo, che spesso vedete nelle foto), mi metto all’opera. Però… Buono! E all’epoca per me l’unico tè esistente era l’English Breakfast (Misera, me!)

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Da quel momento in poi scopro che il tè può essere meno intenso, più aromatizzato, dolce, leggero, agrumato, floreale… Insomma mi si apre un nuovo mondo!

Scopro che ogni blend è diverso dall’altro e soprattutto inizio a sviluppare una nuova curiosità verso nuovi gusti ed abbinamenti.

Ogni tè è un viaggio (che si può fare comodamente sul divano di casa). Quello che amo di più non è semplicemente gustarne l’aroma, ma scoprirne la storia, o forse inventarne una. Associare delle particolari situazioni a ogni sapore, sapendo che, un po’ come per la madeleine di Proust, ritorneranno a distanza di tempo, quando riassaggerò proprio quel preciso infuso.

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Fonte: chindeep.com

Dicono che chi assume molte bevande calde è perché ha carenza d’affetto, in quanto il calore della bevanda sostituisce quello del corpo umano durante un abbraccio, o in generale durante il contatto fisico. Be’ di sicuro una buona tazza di tè, soprattutto quando si è stanchi, delusi, tristi, agitati, o semplicemente la dolce metà è lontana, è una grande, grandissima rassicurazione e consolazione.

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Fonte: beeslikehoney.tumblr.com

A conclusione di questa “confessione”, dico, non importa se assaggiatori di tè ci nasciate (perché siete inglesi o giapponesi) o se lo diventiate (e magari vi trasformiate  pure in tea taster professionisti).

L’importante, come direbbe un inglese  “is to enjoy it“.

Concordate?

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