La Sicilia: la patria italiana del tè

Quando pensiamo al tè, siamo soliti immaginare sconfinate piantagioni in paesi Orientali, in genere Cina, Giappone o India; luoghi dove la cultura del tè ha radicato le sue origini e da cui si è diffusa in tutto il Mondo, seguendo le rotte commerciali via terra e mare. Ora accantoniamo per un attimo tutto ciò e concentriamoci sull’Italia. C’è una città che potremmo considerare come la “roccaforte” del tè? L’istinto ci suggerirebbe di rispondere “Venezia”, in quanto proprio qui arrivarono direttamente dall’Oriente le prime foglie di tè. Tuttavia, se vogliamo trovare un luogo in cui questa bevanda si è impiantata in maniera radicata, dobbiamo spostarci più a Sud della nostra penisola… Mooolto più a Sud… Fino ad arrivare in Sicilia.

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La Sicilia, infatti, conobbe una splendida fioritura sotto la dominazione araba in cui era stata prescelta per compiere esperimenti di agraria e verificare  se qui potessero crescere piante tipicamente orientali come la canna da zucchero, i carciofi, gli agrumi e molte piante medicinali come la Camelia Sinensis (nome scientifico della pianta di ). Scopo delle sperimentazioni era diminuire il costo di approvvigionamento di questi prodotti agricoli e medicamentosi, all’epoca assai richiesti nell’intero emirato arabo. Alcune di queste coltivazioni ebbero un successo enorme, come per esempio gli agrumi, mentre, altre, nel tempo, a causa della variazione delle condizioni climatiche, furono meno fortunate e il tè fu uno di questi.

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Ma pochi sanno che proprio in Sicilia si trova l’unico museo nazionale del tè, situato a Raddusa, in provincia di Catania.  Mica roba da ridere, perchè la struttura gestita da Gianluigi Storto (autore del libro “Il tè. Verità e Bugie. Pregi e difetti.” di cui vi ho già parlato in un precedente post), è entrata per ben due volte nel Guinness dei primati per aver collezionato più di 600 qualità diverse di tè provenienti da tutto il mondo e per la teiera e tazza da tè più grande del mondo, realizzate dall’Associazione Ceramisti di Caltagirone.

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Fonte: http://www.ladridiricette.it/ Capienza: 7,5 litri, 38 cm. di altezza e 1 m. di circonferenza che consente di offrire oltre 200 tazze di tè. Il decoro ricorda lo stile siciliano del XVII sec.

Il museo inoltre, è strutturato come una vera e propria casa da tè; tant’è che per entrare bisogna togliersi le scarpe. Grazie al metodo di costruzione del feng-shui, questo luogo trasmette agli avventori un’immediata sensazione di pace e serenità. Qui, inoltre, oltre la tradizionale visita tra tazze e teiere antichissime, sarà anche possibile assistere alla tradizionale cerimonia del tè giapponese.

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Ingresso de “La casa del tè” di Raddusa.

Se quindi per le vacanze vi trovate sulle coste siciliane, o state programmando un viaggetto, questo posto non potrà sfuggire all’itinerario del tea lover in ferie.

Perchè, l’amore per il tè è una passione che non va mai in vacanza… Siete d’accordo?

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