Letture che sanno di tè: Memorie di una Geisha.

Se dovessi scegliere un tè da abbinare al libro che sto per proporvi, sarebbe il Sakura, il tè verde giapponese aromatizzato al fiore di ciliegio. L’albero di ciliegio, con i suoi teneri fiorellini rosa, mi ricorda la delicatezza della storia, quasi sussurrata, mai aggressiva o impetuosa, ma anche la delicatezza con cui sono descritti i più intimi sentimenti dell’animo femminile che non può scegliere l’amore, ma può solo sperare di essere scelto, l’animo di una geisha.

“Memorie di una geisha” di Arthur Golden è la lettura che ha risvegliato la mia curiosità nei confronti del rito del tè giapponese (Chanoyu), anche se qui non è di cerimonia del tè che si parla, ma di come le geishe con grazia ed eleganza dovessero saper intrattenere i loro ospiti nelle case da tè, versando la bevanda con gesti studiati, femminili e anche sottilmente seducenti.

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Scena tratta dal film “Memorie di una Geisha”.

E’ la storia di Chiyo, in arte Sayuri, bellissima bambina dagli inconsueti occhi color dell’acqua. Come un torrente in piena al cui fluire non ci si può opporre, la sua vita sarà dominata dalla corrente degli eventi, che la strapperanno al piccolo villaggio di pescatori dov’è nata trasportandola nella brulicante Kyoto, dove il suo destino è quello di diventare una geisha. Ma, molti ostacoli e sofferenze si presenteranno durante il cammino, come l’ostilità della perfida Hatsumono, la geisha dell’okiya in cui Chiyo vive, l’ingordigia della “Madre”, la padrona dell’okiya e infine l’amore impossibile per il “Presidente” e l’essere perennemente contesa tra diversi pretendenti, vecchi, arroganti e che riconducono tutto a una mera questione di denaro. Una geisha, non può infatti permettersi il lusso di amare. Una geisha è un’artista, il cui compito è di deliziare gli ospiti con danze, musica, canti e conversazioni brillanti davanti a una tazza di tè. La sua arte dev’essere a disposizione di tutti, a meno che non ci sia un facoltoso offerente disposto a offrire grandi somme di denaro per tenere tutta questa bellezza solo per sè, in qualità di danna. Per Chiyo non vi è alternativa a questa strada, l’unica che le permetterà di ritrovare il suo amato presidente, l’unica che le darà speranza tra le avversità, la speranza che un giorno, lui, la possa salvare dallo squallore che si nasconde dietro i kimono sontuosi e il trucco perfetto, diventando il suo danna. Ed è appunto la speranza che non permetterà al cuore di Chiyo di inaridirsi, di non cadere nell’amarezza che sfocia in crudeltà, come è successo alla cara amica di infanzia “Zucca” o alla stessa Hatsumono.

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Questo libro vi travolgerà con la sua delicata descrizione di una vita fragile, in balia del vento degli eventi. Un racconto che vi farà arrabbiare, commuovere, sperare, disperare e infine, ancora, sorridere… Il tutto, sorseggiando una tazza di Sakura.

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