Il rito del tè… Secondo Renée Michel

Che cos’è per noi occidentali il rito del tè? Accendere il fuoco, far bollire l’acqua per poi immergervi la bustina preconfezionata o l’infuso sciolto. Una piccola abitudine, che, con pochi semplici gesti, ci permette di rompere la routine, di fermarci e letteralmente assaporare un momento di piacere sensoriale. A questo proposito, lascerò alle parole della sciatta ma coltissima portinaia Renée Michel, del romanzo “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery, la descrizione di come, l’aver preso il tè insieme alla sua amica Manuela, di mattina, invece che di pomeriggio, sia riuscito a conferire un gusto del tutto nuovo a questa consuetudine, che grazie ai gesti ripetuti, ai sapori intensi e al suo calore avvolgente, riesce ad allontanarle dal frastuono del mondo esterno, regalando un piccolo attimo di eternità.

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Scena del film “Il riccio” di Mona Achache

” Servo il tè e lo degustiamo in silenzio. Non l’avevamo mai preso insieme di mattina, e questa infrazione al protocollo del nostro rituale ha uno strano sapore. «È piacevole» mormora Manuela. Sì. È piacevole in quanto gioiamo di un duplice dono: veder consacrata, attraverso questa infrazione all’ordine delle cose, l’immutabilità di un rituale cui avevamo dato vita insieme affinché, un pomeriggio dopo l’altro, esso si radicasse nella realtà tanto da darle senso e consistenza, un rituale che dalla trasgressione di stamani trae immediatamente tutta la sua forza – , ma ci gustiamo anche, come un nettare prezioso, il meraviglioso dono di questa mattina incongrua in cui i gesti meccanici prendono un nuovo slancio, in cui annusare, bere, posare, servirsi ancora e sorseggiare rinascono a nuova vita. Questi attimi in cui si rivela la trama della nostra esistenza, attraverso la forza di un rituale   che rinnoveremo con un piacere accresciuto dall’infrazione, sono parentesi magiche che gonfiano il cuore di   commozione, perché all’improvviso il tempo è stato fecondato, in modo fugace ma intenso, da un po’ di eternità. Fuori il mondo ruggisce o si addormenta, scoppiano le guerre, gli uomini vivono e muoiono, alcune nazioni periscono, altre, che verranno presto inghiottite, sorgono, e in tutto questo rumore e questo furore, in queste esplosioni e risacche, mentre il mondo avanza, s’infiamma, si strazia e rinasce, si agita la vita umana. Allora beviamo una tazza di tè.”

libro   E per voi, qual è il momento della giornata in cui preferite una tazza di tè: mattina, pomeriggio o sera?

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One thought on “Il rito del tè… Secondo Renée Michel

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